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LA LEGGENDA DI HALLOWEEN

Jack o Lantern (conosciuto anche come Lantern Man, Hob' O Lantern, Fox Fire, Corpse Candle Will O' The Wisp, o semplicemente Will e in molti altri modi) fa parte del folkore irlandese. Infatti una leggenda irlandese parla di un "Ne'er-do-well" (Non ne combino una giusta) chiamato Stingy Jack, noto scommettitore e bevitore, che una sera di Halloween invitò il Diavolo a bere insieme a lui. Usciti insieme dalla sua casa, scommise con Satana che non sarebbe riuscito ad arrampicarsi su un albero.

Una volta che il Diavolo salì sull'albero, Jack incise una croce sulla corteccia. A questo punto non potendo più il Demonio discendere a causa del simbolo sacro, Jack gli propose un patto: se il Diavolo avesse promesso di non tentarlo più, allora avrebbe tolto la croce dall'albero. Il Diavolo accettò.

Ma quando Jack morì, le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi, ed il Diavolo gli negò anche l'accesso all'Inferno a causa del tiro mancino che gli aveva giocato. Il Diavolo però diede a Jack un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell'oscurità. Jack mise il tizzone in una cipolla svuotata per farlo durare più a lungo.
La leggenda vuole che ogni notte di Halloween, Jack vaghi ancora nelle tenebre con la sua brace ardente.

Quando agli inzi del secolo ci fu la carestia delle patate in Irlanda, molti Irlandesi immigrarono in America, e portarono con loro le loro antiche tradizioni che risalivano ai tempi dei Celti.
In America trovarono le zucche che si adattavano meglio ad essere intagliate rispetto alle cipolle.

Da quel momento è nata la tradizionale Zucca di Halloween o appunto Jack O' Lantern.

LE ORIGINI

Halloween è uno tra i più antichi riti di celebrazione, risale alla notte dei tempi.

La parola Halloween ha origine nella tradizione cattolica. Ogni santo ha un suo giorno personale, ma il primo novembre è dedicato a tutti i santi. Ogni Santi in inglese All Saints’Day aveva una denominazione più antica: All Hallows’Day, saint e hallow hanno lo stesso significato, ma derivano rispettivamente da sanctification (santificazione) e da holiness (santità) il primo dalla lingua teutone il secondo dal latino. Presso i popoli antichi il giorno cominciava dal tramonto, per questo ancora oggi si da molta importanza alla vigilia. Quindi la celebrazione di Ogni Santi aveva origine al tramonto del 31 ottobre.

La sera precedente al 1° Novembre era dunque All Hallows’ Eve (Eve significa vigilia), ma anche All Hallows’Even (Even significa sera) che venne abbreviato in Hallows’Even, poi in Hallow-e’en ed infine in Halloween. Ma Halloween ha origini ancora più antiche: gli antichi Celti iniziavano il loro Anno Nuovo il 1° Novembre, celebravano ogni anno la fine della "stagione calda" e l’inizio della "stagione di Tenebra e Freddo".

Questa ricorrenza era la più importante celebrazione: la notte tra il 31 ottobre e il 1° Novembre Oìche Shamhna era il momento più solenne di tutto l’anno druidico.

La concezione del tempo per i Celti era circolare, ciclica e non lineare come per i Cristiani: la fine di ogni ciclo era considerato magico: il punto in cui il mare incontra la costa (shore), la fine di un giorno, la fine di un anno. In particolare il cambiamento stagionale e l’inizio di un nuovo anno erano considerati come un momento di transizione, di Chaos, durante il quale il velo che copriva il mondo diveniva più sottile, si sentiva tangibile la potenza cosmica e si poteva venire in contatto con la magia dell’Universo. Tutte le leggende più importanti in cui si narravano cicli epici, antiche saghe, grandi battaglie e si raccontava di re e eroi, si svolgevano nella notte di Samhain.

Molte di queste leggende trattavano della fertilità della Terra e del superamento dell’oscura stagione invernale.

Quindi si attendeva la metà più buia dell’anno con grande timore e si celebrava con rispetto cosmico e terrore panico l’inizio del regno semestrale del dio delle tenebre Samhain (Samain, Samhuin), la parola si pronuncia sau-in (in inglese sow-in con sow che si pronuncia come cow).

In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell’anno o fosse una divinità. A favore della prima ipotesi vi è il fatto che esistevano altre divinità celtiche con un ruolo simile: per esempio per i Britanni il Dio della Morte era Gwynn ap Nudd, per i Gallesi Arawn, gli Irlandesi pare che non avessero tale divinità. Nel proseguo del testo si ritiene Samhain il Dio dei Morti, anche se questo molto probabilmente non rispecchia il vero, bisogna ricordare che un nome è solo un nome, una rosa è sempre una rosa, e che cambiare il nome di questa divinità è irrilevante ai fini di questa trattazione.

Questa ricorenza segnava la fine dei raccolti e l’inizio dell’inverno, i Celti erano un popolo dedito all’agricoltura e alla pastorizia, quindi la fine dell’estate assumeva una rilevanza particolare, la vita cambiava radicalmente: i greggi venivano riportati giù dai verdi pascoli estivi, e le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali, si passava il tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato.

Infatti Samhain in gaelico suona come sam + fuin e significa appunto " fine dell’estate", ma il suo significato era "assemblea"o "raduno".

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) Samhain Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a se tutti gli spiriti dei Morti. Inoltre temevano che la vigilia del 1° Novembre tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese e durante questo periodo era permesso al mondo degli spiriti unirsi al mondo dei viventi. I Celti credevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Og., non avevano il concetto di Paradiso e Inferno secondo la concezione cristiana. Inoltre ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate (Fairy Folk) nelle collinette (mounds , in gaelico sidhe che si pronuncia shee, sci) di cui il territorio scozzese ed irlandese è contornato.

Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l’anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere per l’anno prossimo venturo.

Così nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio, il rito consisteva appunto di spegnere il Fuoco Sacro sull’altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente, questo simbolizzava l’arrivo del Nuovo Anno. I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un’oscura foresta di querce, albero considerato sacro) per accendere il Nuovo Fuoco e offrire sacrifici di sementi e animali.

Bisogna è ricordare che la musica, la poesia, la danza erano un tutt’uno con la cerimonia religiosa.

La musica irlandese è erede della lunga tradizione celtica ed ha carattere sacro, sacrificale, la sua ispirazione è lunare. notturna poiché la notte venivano celebrati gli antichi riti propiziatori.

Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione solare e la stagione delle tenebre .

Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico.

Spegnere il fuoco simbolizzava la metà oscura dell’anno che stava sopraggiungendo, quindi la morte; l’atto di riaccenderlo era il simbolo di speranza e del ritorno alla vita: questo rito rappresentava la concezione ciclica del tempo.

Probabilmente la migliore spiegazione del motivo che spingeva i Celti a spegnere il fuoco non era quello di scoraggiare gli spiriti maligni, bensì questa usanza nasceva dal fatto che tutte le tribù celtiche dovevano riaccendere il fuoco da una sorgente comune, il Sacro Fuoco Druidico che era lasciato bruciare nel Mezzo dell’Irlanda a Usinach (secondo altre fonti a Tlachtga,a 12 miglia dalla sacra collina di Tara).

Questo spiegherebbe anche il significato di Samhain , adunata, infatti tutti i Druidi si radunavano a Usinach per attingere al Fuoco Sacro.

Alcune leggende narrano di come i Celti bruciassero le persone che ritenessero possedute come avvertimento per gli spiriti. Gli spiriti maligni potevano infatti prendere forme differenti, anche di animali, la più malvagia era quella di gatto. Quindi al crepuscolo veniva riacceso il fuoco con il quale si bruciavano offerte, si facevano scongiuri e si lanciavano incantesimi per allontanare dal villaggio le anime dei morti, e guidarle nelle Terra dei Morti.

Infatti gli antichi Celti temevano particolarmente il momento del crepuscolo poiché credevano che gli spiriti potessero vagare sulla Terra. Con il loro aiuto Samhain, la terribile divinità della notte avrebbe potuto imprigionare e uccidere il Sole, senza il quale tutto sarebbe terminato, morto.

Era necessario per placare gli spiriti erranti e per ossequiare la divinità fare dei sacrifici. Si offrivano sicuramente messi e animali per assicurarsi la prosperità futura. La liturgia di questi riti di sangue era molto varia, sul fatto che vi fossero sacrifici umani non esiste un’evidenza storica.

Cesare e Tacito riferiscono di sacrifici umani, così come sono sopravissuti a noi gli echi di antiche leggende.

Un’ antica leggenda medievale riporta che in Irlanda al tempo di San Patrizio in un luogo denominato Mag Sleht ogni primogenito fosse sacrificato nella notte di Samhain in onore di Cromm Cruac (Cromm Cruaich).

Cromm Cruac significa Capo di Tomba o Capo di Sangue ed era una divinità maligna.

Il testo non riporta se i sacrifici fossero solo di animali o anche umani.

In un’altra leggenda si parla dei Fomorians, una razza malvagia di giganti che abitavano l’Irlanda di Tuatha de Danaan (il popolo della dea Danu), chiedevano in sacrificio 2/3 del grano. latte e il primogenito dei Fir Bolg , gli abitanti dell’Irlanda prima della comparsa dell’uomo). I De Danaan fanno terminare questi sacrifici vincendo la seconda battaglia di Moy Tura, che si svolse la notte di Samhain (questo non è un caso e non dovrebbe stupirvi più di tanto).

La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l’anno venturo.

Vi erano due riti: quello dell’immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela.

L’immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio: la prima persona che mordeva una mela si sarebbe sposata l’anno seguente.

Sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita. Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.

In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano delle pietre nella terra e vengono ricoperte di cenere e vengono lasciate indisturbate. Al mattino se una pietra era stata smossa, significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno.

Dopo i sacrifici si festeggiava per 3 giorni dal 31 Ottobre al 2 Novembre, i Celti si mascheravano con le pelli degli animali uccisi per esorcizzare e spaventare gli spiriti. Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano al villaggio illuminando il loro cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui intorno erano poste le braci del Fuoco Sacro.

Durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna e vennero a contatto con queste celebrazioni. Anche i Romani avevano una ricorrenza intorno al 1° Novembre, infatti onoravano in quel periodo Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività si offrivano frutti (soprattutto mele) alla divinità per propiziare la fertilità futura.

Con il passare dei secolo il culto di Samhain e di Pomona si unificarono, e l’usanza dei sacrifici fu abbandonata, al suo posto si bruciavano effigi. La pratica di mascherarsi da fantasmi, streghe, divenne parte del cerimoniale. Questa tradizione era molto radicata nella popolazione, malgrado l’avvento del Cristianesimo e pur essendosi molte persone convertite alla Chiesa cattolica, l’antico rito romano-celtico rimase. A questo bisogna aggiungere che durante l’ Alto Medioevo nonostante numerosi templi fossero stati distrutti, il paganesimo continuava a sopravvivere.

Il paganesimo però si era trasformato, si credeva all’esistenza delle streghe e della stregoneria.
Uno degli aspetti più importanti della stregoneria era la celebrazione del Sabbath delle Streghe.
I Sabbath più importanti erano due il 30 Aprile e il 31 Ottobre.

Il 30 Aprile (la vigilia del 1 Maggio) era celebrato nell’ area dell’attuale Germania, in particolare sulle Montagne Harz, e prendeva il nome di Walpurgisnacht, la notte di Valpurga.

Si riteneva che le streghe in quel giorno si radunassero sulla cima delle montagne per adempiere alle loro stregonerie e evocare diavoli e demoni.

L’altro Sabbath quello del 31 Ottobre veniva chiamato Black Sabbath.

Visto che la chiesa cattolica non riusciva a sradicare questi antichi culti, escogitò come al solito uno squallido tentativo per far perdere il profondo significato di questi riti.

Nel 835 papa Gregorio spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 Maggio al 1° Novembre.

Così pensò di dare un nuovo significato ai culti pagani, ma l’influenza nefasta del culto di Samhain si faceva ancora sentire… Allora la Chiesa aggiunse nel decimo secolo una nuova festa il 2 Novembre il Giorno dei Morti in memoria delle anime degli scomparsi.

Questo giorno veniva festeggiato accendendo falò, e le persone si mascheravano da santi, angeli e diavoli.

L’antico rito celtico dei fuoco sacro sopravvive ancora in Inghilterra, ove il 5 Novembre si festeggia il Guy Fawkes Day. Guy Fawkes fu accusato di aver tentanto di far saltare in aria il Parlamento nel 1605